Nasce la campagna MOBILITÀzione contro i tagli al trasporto pubblico in Piemonte

Domani ci sarà un altro sciopero dei mezzi pubblici. E noi del gruppo politica del circolo MDF TORINO insieme al ”Collettivo Alter.POLIS, LaSt – Laboratorio Studentesco, Officine Corsare, SI – Studenti Indipendenti”, gli studenti Indipendenti e altri lanciamo la campagna MOBILITÀzione   (http://www.facebook.com/mobilitazione). Perché questo sciopero non si fa per infastidire l’utenza, ma in realtà per contrastare una politica miope che tra l’altro prevede dei tagli drastici alla mobilità pubblica che comporterebbero dei disagi ben più gravi che un giorno di servizio ridotto.

Crediamo però che una società sostenibile e della decrescita abbia bisogno di un trasporto pubblico migliore e per questo organizzeremo una manifestazione il 2 maggio (maggiori dettagli troverete fra poco sulla pagina facebook della campagna) e inoltre vi ricordiamo la manifestazione nazionale per una mobilità nuova del 4 maggio a Milano.

Ecco il testo del appello della campagna:

AL CAPOLINEA

Un altro sciopero? Molti di voi si staranno chiedendo il perché.

Non si tratta di danneggiare l’utenza, ma di un modo per portare alla luce una politica di tagli a livello regionale, dalla sanità ai trasporti, passando per l’istruzione, fino a tutti i servizi pubblici essenziali. Una destrutturazione del welfare regionale come non si era vista prima d’ora.

Questa è dovuta ad un quadro più ampio di risanamento dei bilanci pubblici in Italia e che grava sulle spalle dei cittadini senza considerare le vere necessità per la vita e lo sviluppo della società.

I tagli in Piemonte colpiscono in particolar modo il settore dei trasporti e della mobilità, riducendolo a comodità a cui rinunciare in tempi di crisi ed occultandone il disegno politico sottostante.

Il rischio è una riduzione del 50% del servizio su gomma e del 33% del trasporto ferroviario. Queste cifre mettono a rischio le fondamenta di un sistema di mobilità pubblica efficace.

Il trasporto pubblico non può però essere considerato inutile, essendo un servizio universale che, consentendo il movimento delle persone, garantisce loro di essere parte attiva della cittadinanza. Per chi è disoccupato, precario, studente, il trasporto urbano a costi contenuti diventa fondamentale per potersi spostare. Queste esigenze rendono necessario difendere il mantenimento di livelli essenziali del trasporto e con esso le posizioni dei lavoratori del servizio, garantire un accesso effettivo a tutti coloro i quali vogliano utilizzarlo – incentivandoli a farlo – soprattutto per fasce più deboli della cittadinanza. Denunciamo radicalmente la tendenza a tagliare i servizi di trasporti pubblico e ad aumentare i costi in seguito alla privatizzazione, parziale o totale, di essi, dimenticando che nel giugno 2011 il referendum sull’acqua bene comune copriva tutti i servizi pubblici locali e che l’indicazione del voto è stata chiaramente contro processi di privatizzazione dei servizi.

Inoltre questa politica va contro ogni logica di una transizione verso una società sostenibile: il trasporto pubblico infatti, unito con la mobilità non motorizzata, è fondamentale per ridurre l’impatto ambientale delle nostre vite.

Le ragioni delle proteste che in questi giorni stanno muovendo i lavoratori dei servizi sono anche le nostre, ma il mantenimento della situazione attuale non è più sostenibile perché va ripensato il servizio in termini di qualità delle prestazioni e accesso, nella loro complessità.

Si tratta anche di cogliere i cambiamenti di Torino, che cerca sempre più di connotarsi come città universitaria, di avere una visione in cui i bisogni dei cittadini utenti ed il rispetto dell’ambiente viaggiano di pari passo, nella convinzione che i servizi pubblici locali e tra questi il trasporto siano essenziali per lo sviluppo della coesione territoriale e sociale.

Per queste ragioni necessitiamo di un trasporto pubblico migliore, con un maggior numero di tratte e corse, ad un prezzo accessibile per tutti. Riteniamo che questo non sia utopico in quanto adesso il 75% dei finanziamenti sono destinati alle grandi opere come TAV e  autostrade, nonostante il 97% degli spostamenti avvengano su tratte inferiori ai 50km. Mentre i pendolari subiscono i tagli sul trasporto regionale, i torinesi si preparano alla  riduzione delle corse degli autobus locali, il TAV è considerata un’opera strategica. Noi chiediamo che questa quota sia invece investita per il mantenimento e il miglioramento del  trasporto pubblico locale.

E’ il momento di organizzare la protesta e la proposta intorno al tema del trasporto pubblico, per investire su di esso cogliendo i bisogni dei cittadini utenti e rendendolo uno dei presupposti anche per lavorare ad una nuova mobilità.